Comunione o Separazione dei Beni nel Matrimonio

Scritto il 9 marzo, 2011 alle 7:00.

Foto comunione dei beni 150x150 Comunione o Separazione dei Beni nel Matrimonio Gli Articoli 143 e 147 del Codice Civile, sanciscono gli oneri economici di entrambi i coniugi nei confronti della famiglia e dei futuri figli. La legge consente agli sposi di scegliere tra due regimi patrimoniali quello che meglio permetta loro di adempiere ai suddetti doveri: la comunione dei beni o la separazione dei beni.
Tale scelta potrà essere effettuata in sede di matrimonio, sia in quello con rito civile che in quello con rito religioso.

C’è da dire che comunque La scelta del regime patrimoniale potrà essere modificata con atto pubblico di fronte ad un notaio in qualsiasi momento della vita matrimoniale.

Ma vediamo ora più in dettaglio cos’ è la comunione dei beni. Scegliere come regime patrimoniale la comunione dei beni vuol dire che tutti i beni acquistati dopo le nozze sono di proprietà di entrambi i coniugi. Saranno però ovviamente parte del patrimonio comune anche i debiti, sia quelli contratti congiuntamente dai coniugi che quelli contratti separatamente, nonché gli oneri che gravano sui singoli beni al momento dell’acquisto.

Vediamo ora invece cos’ è più in dettaglio la separazione dei beni.

Scegliere come regime patrimoniale la separazione dei beni vuol dire che ciascuno dei due sposi ha la proprietà esclusiva dei beni acquistati sia prima che dopo il matrimonio, anche se fruiti in comune. Ciascuno dei due ha quindi tutto il diritto di goderli o amministrarli, fermo restando l’obbligo di adempienza dei doveri sanciti dagli Articoli 143 e 147 del Codice Civile. Il regime di separazione dei beni produce l’effetto di attribuire al coniuge che effettua l’acquisto, ogni diritto sul bene, in via esclusiva: i patrimoni di marito e moglie restano quindi separati durante il matrimonio, salvi i diritti di successione.
Per ottenere la cointestazione di un bene, una volta optato per il regime di separazione, occorrerà esplicitamente dichiarare all’atto dell’acquisto tale volontà, specificando anche la quota di comproprietà da assegnare.

Queste due scelte sono ovviamente da valutare molto attentamente prima del matrimonio.

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