Il Matrimonio Secondo Rito Civile e Rito Religioso: Come si Svolgono e Iter Burocratici
Scritto il 8 novembre, 2011 alle 7:00. Tweet
Celebrare il proprio matrimonio è una scelta personale molto importante per la coppia che può scegliere in quale modo si possa manifestare non solo questo importante passaggio ma anche il passaggio tra lo stato civile celibe/nubile a quello coniugato/a; è indifferente quale modo sceglie per celebrarla ma ci sono anche delle formalità diverse da rispettare in base alla scelta fatta.
Se si sceglie un luogo religioso che sia una chiesa, una cattedrale o una cappella, gli invitati dovranno essere disposti sempre nel medesimo ordine a destra i parenti di lui mentre a sinistra vanno i parenti di lei. Il momento del matrimonio se viene scelto il rito religioso è un momento che si presenta sempre solenne, a partire dal momento in cui la sposa viene accompagnata all’altare dal padre verso lo sposo; vengono poi rinnovati i voti che sono stati fatti al momento del battesimo, poi la nuova formula di grandissima intensità che entrambi gli sposi dovranno recitare, con gli applausi finali e tutti gli auguri per i novelli sposi; finita la cerimonia gli sposi ed i testimoni dovranno apporre le firme sul registro e fuori dalla chiesa la nuova coppia di sposi sarà accolta da cascate di riso o di petali.
Invece se si sceglie la sala comunale e quindi il rito civile si parla di una celebrazione che può essere fatta in tanti modi diversi perché non c’è l’obbligo di svolgerla in un determinato luogo ma dopo aver richiesto tutti i relativi permessi è possibile celebrarlo anche in posti un po’ più originali del solito rispetto alla classica sala comunale. La caratteristica principale del rito civile è l’essere essenziale, l’entrata all’interno della sala e la disposizione degli invitati dietro agli sposi è uguale a quella che si ha in un matrimonio con rito religioso, di diverso c’è solo che lo sposo si troverà in piedi davanti al tavolo del sindaco; dopo che sono stati letti gli articoli 143, 144, e 147 del Codice Civile e la classica formula con cui gli sposi si accolgono a vicenda, c’è lo scambio degli anelli e la firma sui registri anche dei testimoni, poi per concludere tutta la cerimonia molto breve c’è un discorso ed in qualche caso anche una lettura adatta al caso e poi la coppia viene congedata con i propri parenti. Dopo questa breve celebrazione di circa 20 minuti gli sposi possono tranquillamente uscire dalla sala comunale ed essere soggetti al lancio del riso o dei petali di rosa. Ciò che non cambia tra i due tipi di rito nuziale è certamente la solennità e l’eleganza perché anche se si tratta di una sala comunale non significa che non possa essere comunque elegante con degli allestimenti giusti.

Documenti Necessari e Iter Burocratici
Sia che si scelga il rito civile che quello religioso ci sono alcune formalità che devono essere seguite e alcuni documenti che è necessario procurarsi prima che avvenga il matrimonio. Infatti, perché il matrimonio sia legalmente valido gli sposi devono seguire alcuni passi molto importanti ma grazie all’evolversi dei tempi le coppie di sposi hanno la possibilità di sveltire e di molto le pratiche dell’iter burocratico e così possono dedicarsi per molto più tempo agli aspetti organizzativi della cerimonia grazie alla legge Bassanini; infatti ler pratiche per il matrimonio sono molto più svelte ed è sufficiente che i futuri sposi si rechino con un documento che sia valido presso lo Stato Civile del Comune di residenza per auto-certificare i propri dati personali; è il Comune poi a preparare tutta la documentazione necessaria e poi in accordo con gli sposi viene fissata la data della promessa di matrimonio, in questo giorno i fidanzati promettono di sposarsi ottenendo così anche il consenso civile alle nozze; vengono poi affisse le pubblicazioni e si deve stabilire la data delle nozze entro i sei mesi per celebrare il matrimonio altrimenti si dovrà iniziare nuovamente tutto l’iter burocratico dei documenti. Visto che il rito civile prevede anche la decisione sul futuro rito patrimoniale dei coniugi devono comunicare se scelgono il regime di comunione o separazione dei beni, ma per un fattore di comodità dal punto di vista legale viene sempre consigliato di fare la separazione dei beni.
Per quanto riguarda i cittadini stranieri invece che intendono sposarsi con il rito di tipo civile, sia nel caso in cui è tra due cittadini stranieri oppure che uno solo sia straniero, è necessario muoversi per tempo chiedendo con precisione quali sono i documenti necessari perché questi possono variare da paese a paese di provenienza. Infine, si parla del rito di tipo religioso, ai documenti del matrimonio civile per quello religioso va aggiunto il certificato di battesimo (che si deve per forza richiedere nella chiesa dove si è stati battezzati non si può richiedere in un’altra chiesa), il certificato di Cresima ( se non si può reperire questo documento perché non è stata ancora fatta la cresima bisognerà avvisare anche il prete perché provvederà a far fare la cresima alla persona prima del giorno delle nozze), e lo stato civile ecclesiastico libero. I due fidanzati poi si dovrebbero presentare presso il parroco della Diocesi di uno dei due il quale avrà un colloquio con entrambi prima di dare il consenso della chiesa per capire se sono disposti a procreare dopo il matrimonio e se riconoscono l’indissolubilità del matrimonio.
Il matrimonio religioso inoltre essendo principalmente un sacramento necessita di un’adeguata preparazione prima di essere affrontato per questo i fidanzati di solito sono tenuti entrambi a frequentare un corso che è formato da almeno 5 o 6 incontri che vengono tenuti da teologi, psicologi, medici ed anche coniugi che portano in questo corso la loro esperienza della vita di coppia. Questo corso che non è obbligatorio ma che comunque sarebbe meglio che i fidanzati frequentino è molto importante anche dal punto di vista spirituale perché prepara la coppia alla futura vita insieme come famiglia cattolica.
Non è importante quale tipo di rito si sceglie per il proprio matrimonio infatti, ma piuttosto deve comportare la coscienza delle future responsabilità che attendono i due futuri sposi.














